Mia figlia in prima elementare

immagine di desperate-sisters.blogspot.com
Il tempo passa, loro crescono, noi invecchiamo.
A dieci giorni dalla sua entrata nella scuola primaria, io ancora non me ne rendo conto. 
Non mi sembra possibile siano già passati 6 anni dalla mia gravidanza, quella in cui avevo solo 24 anni. 
Quella gravidanza tanto voluta e subito arrivata. Quella gravidanza che mi ha regalato non solo una figlia, ma anche la bellissima esperienza dell'allattamento. 
In questi sei anni siamo cresciute insieme, tra mille paturnie (le mie) e mille conquiste (le sue).
Fare la mamma è un compito arduo ma che, non vorrei peccare di presunzione, credo di svolgere abbastanza bene. Io che non ho mezze misure, che per me o è bianco o è nero, sono riuscita ad acquistare quel tocco di diplomazia che mai guasta.
Sembra ieri il suo primo giorno di asilo, quello in cui entrambe abbiamo pianto come due vite tagliate. Lei in classe davanti a tutte, io da sola in macchina, sommessamente, per non far vedere a mia figlia la mia frustrazione.
Oggi, mentre la guardavo entrare a scuola con il suo zaino fucsia e il grembiule bianco, ho visto in lei me, alla sua età. Nonostante la sua apparente tranquillità, il suo voltarsi ogni tre passi per salutarmi, tradisce la sua estrema fragilità. So, che se solo io lesinassi più tempo davanti a quel cancello, lei probabilmente sarebbe colta dalla tristezza del distacco madre-figlia. 
E io non voglio che questo accada. I miei problemi di timidezza sono iniziati proprio alla sua stessa età, e mi hanno perseguitata fino all'adolescenza.
Io che avevo un attaccamento viscerale con mia madre, con il suo profumo, e con il suo seno che mi ha coccolata e nutrito per bene tre anni e mezzo, non sono mai riscita ad accettare di buon grado le piccole separazioni quotidiane. Dall'asilo fino al quinto superiore. Ricordo che sentivo "piangere il cuore", mi sentivo estremamente sola. Non so il perchè di tutta questa situazione, ma ricordo che mia madre mi dovette scrivere un bigliettino nel quale mi diceva che lei mi sarebbe stata sempre accanto, anche se io fossi stata lontano da lei. Tenevo questo bigliettino nel portafogli. A 16 anni.

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