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Mamma arrabbiata o nervosa: 5 modi per migliore il tuo umore



Quando vi sembra che la casa stia per scoppiare, quando i vostri figli vi sembrano isterici, i vostri mariti intrattabili, pensate che l'umore cattivo influenza chi vi sta intorno. E la stessa cosa vale per quando siete di buon umore.
Ci sono dei momenti in cui ci si sente stanche, stressate, i problemi di famiglia sembrano prendere il sopravvento e qualsiasi cosa accada sembra un complotto contro di voi.

Ebbene, tutta questa frustrazione viene percepita da chi vi sta intorno anche se cercate di nasconderla.
Le cose possono quindi andare peggio: basta una scintilla per farvi scattare e per mandare a monte una gita fuoriporta, una serata in casa e via dicendo. 
Io per tenere lontana le energie positive ho alcuni stratagemmi che vorrei condividere  con voi:

  •     Gioca una partita: se i vostri figli stanno giocando a pallone, unitevi a loro. Stanno giocando a carte? Sfidateli. Disegnano? Proponiti di colorare. Vedrete che dimenticherete anche solo per un istante i vostri problemi. E se c'è la Playstation accesa chiedete ai vostri figli di farvi giocare, anche se non siete capaci. Impegnarvi in qualcosa di nuovo è terapeutico.


  •     Pulisci qualcosa: Non so voi, ma io i miei migliori lavori  di pulizia li ho fatti mentre ero arrabbiata! Se davvero ci si sente come si potrebbe esplodere da un momento all'altro, perché non incanalare tutta quella rabbia in qualcosa di positivo? E allora pulizie. E ' di sicuro qualcosa che vi farà sentire un bel pò meglio dopo , non peggio come urlare ai vostri figli o marito .


  •     Respirare La prossima volta che vi sentite tesi , provate questo esercizio : Chiudete gli occhi e prendete un lungo respiro profondo attraverso il naso , poi espirate lentamente attraverso la bocca . Fai questo dieci volte o fino a quando non ti sei calmata . Ho anche scoperto che questo è un ottimo esercizio da insegnare ai vostri figli quando sono sconvolti !


  •     Prendete un time- out . Se i vostri figli o il marito vi stanno facendo  impazzire e vi sentite sul punto di  scattare, fate tutto il possibile per distrarvi. Mettete i vostri bambini nella loro stanza facendoli giocare  tranquilli , fare un bagno caldo o una lunga doccia , o andate a fare una passeggiata intorno al palazzo o portate fuori il cane.


  •     Datevi grazia. Nessuno di noi è perfetto . Ogni mamma si arrabbia a volte, e tutti facciamo degli errori . Riconosci i tuoi sentimenti è il primo passo per porvi rimedio. Dì a te stessa: "Sono troppo arrabbiata, calmati, devo trovare il modo di calmarmi". 

Se ci sono altri figli

Immagine tratta da pianetamamma.it
L'arrivo di un fratellino non dovrà mai essere una sorpresa, soprattutto se il figlio maggiore è ancora piccolo. L'ideale è prepararlo per tempo ad accogliere quello che inevitabilmente considererà un intruso.
Se durante gli ultimi mesi di gravidanza sarete riuscite a fargli sentire che niente, neanche l'arrivo di un altro bambino, potrà diminuire il vostro affetto per lui, non dovrebbe considerare la vostra permanenza in ospedale come un abbandono. Il suo papà poi,giocherà un ruolo determinante quando
sarete in ospedale, staranno insieme e faranno cose "da grandi", lo invoglierà magari a preparare un bel disegno da regalarvi e saprà anche consolarlo nei momenti in cui avverte di piu la vostra assenza. Una  volta partorito, se le regole dell'ospedale lo consentono, lo potrà portare a conoscere il "misterioso"fratellino.

Il primo incontro

E importante che il papà lo prepari nel modo giusto, spiegandogli a cosa serve quello che vedrà (per esempio dirgli che probabilmente troverà la sua mamma con degli strani tubicini infilati nel braccio, ma che non fanno male o il fratellino nellincubatrice, una scatola che lo protegge e lo riscalda in mnodo che non avrà nessuno shock da ospedale.


  •   In questa occasione, e ancor meglio quando ritornerete a casa, cercate di coinvolgerlo nelle vostre attenzioni per il neonato:chiamatelo vicino a voi quando lo allattate, parlategli molto, raccontategli soprattutto che facevate le stesse cose a lui, e magari papà potrà mostrargli le foto di quando era piccolo come il gratellino. Insomma, non fatelo sentire un  disturbatore (anche se spesso lo sarà) se reclama la vostra attenzione proprio quando dovete occuparvi di altro.



  • Cercate di incoraggiare (con m olta naturalezza) anche la confidenza con il piccino. Non proibitegli di toccarlo (è il modo migliore per invogliarlo a farlo appena girate gli occhi) ma consentitegli carezze e bacini quando  siete insieme).
Quando scatta la gelosia

Nonostante le migliori attenzioni aspettatevi un pò di gelosia, ma non preoccupatevene troppo perchè è un atteggiamento del tutto normale.
Di solito sono molto gelosi i bambini tra i due e i sei anni, mentre quelli piu grandi fanno meno fatica ad accettare l'evento e spesso scatta in loro un meccanismo di protezione nei confronti del piccolino che li distrae dalla gelosia. 
La seconda o terza maternità vi troverà sicuramente piu' serene e preparate ma vi chiederà anche uno sforzo in piu':quello di dosare le attenzioni e la disponibilità a seconda delle diverse esigenze dei vostri figli.
 

Riservato ai neopapà

Cosa fare per ritrovare l'armonia familiare e di coppia? Ecco qualche suggerimento dedicato ai nuovi papà.


  • Date concretamente una mano nella gestione della casa e nella cura del bambino

  • Continuate a vedere nella vostra compagna "quella di prima", consideratevi ancora una coppia prima che genitori (negativa l'abitudine di alcune persone di chiamarsi tra loro mamma e papà)

  • Riprendere la vita intima, ma senza forzare i tempi. Rispettate il calo di interesse sessuale che coinvolge quasi tute le donne nei primi mesi successivi al parto.

  • Continuate, nei limiti del possibile, a coltivare  da soli e insieme a vostra moglie gli hobby e le abitudini di prima, comprese le uscite con gli amici. Non è positivo neanche per l'educazione futura del figlio chiudersi a riccio nella nuova famiglia.

  • Non ingelositevi se tra la mamma e il bambino c'è un rapporto "speciale": è naturale che sia così, il neonato nel primo anno di vita ha bisogno (e voglia) di stare molto con la mamma e per lei il suo piccolo è al centro di ogni interesse. NAturalmente, questo rapporto simbiotico si trasforma nel corso dei mesi per lasciare spazio ad altri interessi e affetti. Ciò comunque avviene a "spese" del marito (o di altri figli, se già ci sono) e non  toglie nulla alla ricchezza affettiva della paternità

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